Comune di Torreglia
Eventi e Avvisi

Giovani e scuola in scena "Le Baccanti"

  •  Domenica 26 Marzo 2017

Gruppo Teatrale “P. F. CALVI” di Padova
in collaborazione con FAI Villa dei Vescovi
e con il patrocinio del Comune di Torreglia
presenta

TEATRO CLASSICO ANTICO
a cura del Vicariato d'Este


"Le Baccanti" di Euripide
Domenica 26 Marzo 2017

Ore 17.30 - Fronte Ovest di Villa dei Vescovi
Via dei Vescovi
Luvigliano di Torreglia

Accesso libero e gratuito

REGIA: I. Bozza
SCENOGRAFIE: Patrizia Tramarin;
MUSICHE: Alberto Muraro

Le Baccanti è l'ultima e più enigmatica, e forse la più grande tragedia di Euripide.
Essa si apre con il monologo di Dioniso (il nome Diònysos è forse da intendere etimologicamente come "figlio di Zeus"), che annuncia di essere venuto a Tebe, la città di
sua madre Sèmele, per vendicarsi delle sorelle di lei, le quali negano che egli sia nato dalla sua unione con Zeus.
Ha instaurato il suo culto tra le donne tebane, travolgendo le loro menti nel delirio dell'invasamento; ed ora esse celebrano i suoi riti sul monte Citerone,guidate da Agàve, madre del re Penteo. Egli è il campione della razionalità assoluta, e non vede altro nei riti delle baccanti che uno scatenarsi degli istinti della sessualità e dell'anarchia.
Da una tale licenza egli vuole proteggere la città. Egli lotta in nome della ragione laica contro il fanatismo. Ordina di catturare Diòniso. Il dio viene condotto alla sua presenza, ma senza che si riveli la sua identità.
Dioniso è un dio ambiguo: umano e divino. Egli simula di essere uno straniero fedele al dio Bacco, mentre Penteo deride il suo aspetto effeminato e comanda di gettarlo nei sotterranei della reggia. Ma un terremoto devasta il palazzo, e Diòniso è miracolosamente libero. Un messaggero racconta i prodigi che avvengono sul Citerone dove vivono le baccanti in preda della follia dionisiaca. Ora è Penteo, accecato dalla follia ispiratagli da Dioniso, che vuole vedere le baccanti, ed il dio lo traveste da donna e lo trascina sul Citerone, dove sarà dilaniato da sua madre Agàve. La quale ritorna alla reggia recando alto sul tirso il capo mozzato del figlio, preda della sua orrenda caccia. Suo padre Cadmo la richiama alla ragione in una scena di straziante umanità. Dioniso appare in scena, a rivendicare la sua natura divina, inflessibile, feroce di fronte al dolore umano: “Sono un dio e fui oltraggiato da voi”. E Cadmo: “ Non sta bene che gli dèi rivaleggino nell’ira con gli uomini”.

L’iniziativa rientra nelle Giornate FAI Primavera 2017.

per info: Manuelita Masia (Responsabile del Progetto Teatrando) - cell. 347 2334275 - Fax 0429 635026 - promanu@libero.it